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Raschiatoio
musteriano
ritrovato nelle
grotte di Fiumicello

PALEOLITICO - Le prime frequentazioni umane nel territorio di Maratea e, più in generale, nel Golfo di Policastro, risalgono a centinaia di migliaia di anni fa, nel lontano Paleolitico. Gli insediamenti, spesso in grotta, si intensificano in particolar modo nel corso del Paleolitico medio. Il fenomeno riguarda principalmente le parti costiere del territorio: le favorevoli condizioni climatiche offerte dalla vicinanza del mare, fonte di sussistenza attraverso la pesca e la raccolta di molluschi, rendevano le coste più ospitali dell'entroterra, che era esposto agli effetti della glaciazione wurmiana. Nel Paleolitico medio, periodo compreso tra 80 mila e 40 mila anni fa, appaiono le prime tracce della presenza dell'Homo Sapiens, fra cui l'Uomo di Neanderthal. La tecnica di scheggiatura degli strumenti litici si perfeziona originando punte e raschiatoi che saranno abilmente ritoccati dalla cultura levalloisiana e musteriana. Nel territorio marateota, le testimonianze più antiche dell'industria litica sono quelle musteriane rinvenute nelle Grotte di Fiumicello. Altre industrie litiche sono state scoperte lungo la costa che si estende tra Acquafredda e Sapri, nel Canale di Mezzanotte e presso il Riparo Smaldone.



Capo La Timpa
NEOLITICO - Nella penisola italiana il Neolitico si apre agli inizi del VI millennio a.C., allorché si diffonde dal Vicino Oriente in tutto il bacino del Mediterraneo. La rivoluzione neolitica introduce nella penisola molte innovazioni: la produzione di utensili in pietra lavorata, la fabbricazione della ceramica, l'allevamento del bestiame, l'agricoltura e la navigazione. Il passaggio da un'economia di caccia o di raccolta a quella di produzione dei mezzi di sussistenza, che fa perno sull'agricoltura e l'allevamento, determina la nascita di insediamenti stabili, dove avvengono profondi mutamenti sociali. Si diffondono villaggi di capanne, spesso circondati da fossati, in cui hanno luogo la conservazione delle derrate alimentari, mentre commerci e scambi di materie prime fioriscono in un intreccio di rapporti sempre più fitti. Nel territorio di Maratea, frammenti di manufatti ceramici risalenti al periodo neolitico sono stati rinvenuti in località Capo La Timpa, situata sulla collinetta che domina l'attuale porto di Maratea.


ETÀ ENEOLITICA - Nel corso della successiva Età del Rame (Età Eneolitica), Capo La Timpa è coinvolta negli scambi via mare mediante imbarcazioni primitive usate per il piccolo cabotaggio; ciò è testimoniato dal rinvenimento di ossidiana proveniente dalle isole Eolie nell'entroterra marateota, a Massa e Brefaro.


ETÀ DEL BRONZO - L'insediamento ubicato sul promontorio di Capo La Timpa, così come quelli di molti altri vicini siti costieri, sembra assumere particolare importanza durante l'Età del Bronzo (1700-1000 a.C.), per l'instaurarsi di rapporti commerciali con le civiltà egee. La tesi è avvalorata dall'abbondante materiale ceramico riferibile a un momento di pieno sviluppo della cultura appenninica. La cultura appenninica comincia intorno al 1700 a.C. e costituisce nella penisola italiana un momento di unificazione culturale per il tipo d'insediamenti realizzati, per gli strumenti da lavoro usati e per la forma dei recipienti, la cui evoluzione sembra scandire le diverse fasi dell'Età del Bronzo.

Le Grotte di Fiumicello

Gli insediamenti sono di tipo stagionale, in grotte o ripari naturali, legati al mondo della pastorizia (ovini), come viene ampiamente documentato dal ritrovamento di manufatti adibiti alla lavorazione del latte (bollitoi e fornelli di terracotta). Più rari sono gli insediamenti di tipo fisso, a cielo aperto, veri villaggi, talvolta fortificati, situati su nodi di traffico e la cui economia era basata oltre che sulla pastorizia, sulla produzione e sul commercio di manufatti. I gruppi umani sono dediti principalmente all'attività pastorale, integrata dall'agricoltura e, limitatamente agli insediamenti costieri, dalla pesca e dalla raccolta dei molluschi. Sono molto diffusi i grandi e medi contenitori (olle, dolii, etc.), oltre alle scodelle e alle ciotole carenate e non, in una gamma infinita di varianti. Altri piccoli nuclei abitativi sono stati scoperti recentemente su diverse alture naturalmente fortificate della costa marateota: a Castrocucco nei pressi della foce dell'omonimo fiume, sui vicini promontori di Capo la Secca e Punta di Caino nonché nella più occidentale delle Grotte di Fiumicello, da cui proviene ceramica riferibile al Bronzo, e su alture dell'immediato entroterra: frammenti di ceramica a impasto sono stati ritrovati in località Massa e Capo Iannizzo.


GRECI ED ETRUSCHI - Nei primi secoli del I millennio a.C. l'intera fascia costiera tra lo stretto di Messina ed il Golfo di Napoli, e con essa il Golfo di Policastro, pare evitata tanto dalle popolazioni indigene quanto dalla prima ondata colonizzatrice proveniente dall'oriente greco. Non è possibile delineare in questo periodo un quadro organico della Lucania tirrenica. Dovettero aversi scambi di portata limitata con siti indigeni minori ed un commercio basato sul piccolo cabotaggio. Agli inizi del VI secolo a.C., gruppi umani di cultura enotria provenienti dall'interno della regione creano piccoli insediamenti agricolo-pastorali lungo l'intero arco costiero del Golfo di Policastro. Le foci dei fiumi (Bussento, Noce, Lao) costituiscono approdi naturali che favoriscono il sorgere di centri di raccordo tra le comunità di origine enotria, stanziatesi nell'interno da secoli, ed i coloni greci, che si muovono verso il Tirreno alla ricerca di scali commerciali per lo scambio di prodotti con le popolazioni indigene dell'entroterra. Intorno alla metà del VI secolo, gli interscambi economici e culturali avranno ulteriore impulso con la fondazione della colonia focese di Velia "nella terra degli enotri", e delle sub-colonie sibarite di Poseidonia e Laos.

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