B 006

Grotta di Giorgio

Maratea

 

Sembra che il nome le sia stato attribuito da un pescatore marateoto di nome Giorgio, colui, in effetti, che fu il primo ad esplorarla ed a darne notizia ai compaesani. Non si sa se tale notizia è solo un racconto inventato dalle credenze popolari o se viene tramandato qualcosa di vero. La grotta, di piccole dimensioni, è stata inserita nel Catasto Speleologico regionale di Basilicata nel 1953 e gli è stata assegnata la sigla B 06. Il Prof. Fusco nella sua prima ricognizione sulla costa marateota alla ricerca di nuove cavità la visitò per la prima volta nel 1952 ed anche di questa, come di altre grotte costiere ne diede notizia sul Bollettino dell'Accademia Nazionale di Scienze naturali. La grotta, lambita dall'acqua marina ha una lunghezza di circa dieci metri, mentre la sua profondità rimane di poco inferiore alla quota zero essendo appena immersa nel mare. E' usata spesso come tana da grossi pesci di scoglio: polipi, cernie e Polipi, cernie e qualche murena ne hanno fatto il loro habitat naturale: la visita della cavità non è pericolosa. L'unico inconveniente potrebbero essere le colonie di ricci marini che popolano le immediate vicinanze e gli scogli antistanti la cavità. L'ipogeo è raggiungibile in barca o a nuoto partendo da una delle tante spiaggette esistenti tra Malcanale ed il porto di Maratea. Qualsiasi pescatore del luogo è in grado di indicarne l'ingresso e improvvisarsi guida speleologica. Il rilievo topografico della grotta è stato eseguito da Franco Orofino (Istituto Italiano di Speleologia) e da Filippo Marotta del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce di Trecchina nell'ottobre del 1977. Anche questa grotta, come molte altre della costa marateota, è stata utilizzata per lo studio dei fenomeni geologici caratteristici dell'era quaternaria: l'innalzamento e l'abbassamento del livello dell'acqua del mare dovuto all'alternarsi delle glaciazioni. La grotta di Giorgio è, fra le grotte costiere della Basilicata, una delle maggiori mete di gite turistiche in barca organizzate dagli imbarcaderi di Maratea. Le adiacenti spiaggette, piccole e belle, incastonate fra gli scogli, sono meta di molti bagnanti che le raggiungono in barca ed in gommone allontanandosi così dalla confusione delle spiagge più rinomate di Maratea. Passare qualche ora alla scoperta di questi nuovi mondi è diventato l'hobby di quanti scelgono le bellezze della costa di Maratea come luogo per vivere a diretto contatto con la natura.

 

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