B 005
Inserita nell'elenco catastale delle grotte
della Basilicata con la sigla B05, la grotta di
Santa Gabella è considerata fra le più spettacolari, da un
punto di vista prettamente
geomorfologico, per alcune caratteristiche che la rendono
piuttosto unica e molto
conosciuta fra gli specialisti speleologi e geologi. In effetti
la grotta è caratterizzata
da una galleria che partendo dal mare si inoltra nella roccia
della costa per circa 25
metri. Ciò che la fa emergere fra le altre 85 grotte costiere è
il terrazzamento generato
dall'acqua marina nel corso dei millenni. Da uno studio
approfondito di tali effetti gli
speleologi, coadiuvati da geomorfologi, hanno potuto datare, con
una notevole
precisione, gli innalzamenti e gli abbassamenti del livello
marino e della costa nel
corso dei millenni. Tale fenomeno si verificava, e tuttora si
verifica, in rapporto alle
fasi glaciali ed interglaciali che si sono susseguiti nel
Quaternario. Sulle pareti della
grotta sono ben visibili le alternanze di strati rocciosi con
nitide erosioni cuneiformi
praticate dai litodomi, molluschi marini. A questi strati si
alternano zone prive di tali segni. Tutto ciò sta ad indicare
periodi di emersione e di immersione della grotta in
rapporto all'aumento o diminuzione della massa glaciale mondiale.
Infatti nel periodo
di maggior glaciazione, l'acqua marina ha subito notevoli
riduzioni di volume,
causando quindi un abbassamento del livello della superficie, nel
periodo in cui i
ghiacciai si sono ridotti il volume dell'acqua marina è
aumentato considerevolmente,
motivo per cui la grotta rimaneva quasi del tutto sommersa ed i
litodomi potevano
agevolmente attaccare la roccia praticandovi quei fori che
attualmente rappresentano l'unica testimonianza della loro
presenza fin dal primo periodo interglaciale. Per gli studiosi
del settore la grotta rappresenta un vero manuale di
geomorfologia, sui cui fogli (la roccia delle pareti) la natura
ha scritto la sua storia. La grotta è raggiungibile solo via
mare anche se molto vicina alla spiaggia di Malcanale. E' ubicata
in località "Torre Malcanale". Fu descritta per la
prima volta, nel 1952, in una pubblicazione del prof. Fusco,
speleologo milanese, ed inserita nell'elenco catastale nell'anno
successivo. Per la visita basta rivolgersi ai pescatori o
imbarcaderi di Maratea. La visita è consigliata in estate e in
autunno e sempre con mare calmo. Gli speleologi raccomandano di
non asportare le poche concrezioni presenti: anch'esse sono utili
per lo studio e la datazione dei fenomeni che si sono succeduti
nelle epoche geologiche.