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Grotta della Punta Judia

Maratea

Tra le tante grotte che arricchiscono le bellezze naturali della costa marateota una che merita la visita è sicuramente la Grotta di Punta Judia. La cavità ha preso il nome dal luogo dove è ubicata: uno di quei tanti angoli di estrema bellezza che caratterizzano la frastagliata costa tirrenica della Basilicata. La punta Judia è una vera riserva naturale, ricca di vegetazione tipicamente mediterranea spesso scelta come meta per le scampagnate sia dai locali che dai turisti che durante tutto l'arco dell'anno affollano il territorio marateoto. Fra gli scogli della Punta Judia, lambiti appena dall'acqua marina, non è difficile scorgere la grotta omonima, conosciuta fin dall'antichità e inserita nel Catasto Speleologico della Basilicata da oltre 40 anni. Fu visitata, studiata e rilevata dal Prof. Fusco, speleologo milanese, nel 1952, che successivamente ne diede notizia sul Bollettino dell'Accademia Nazionale di Scienze Naturali. Solo da pochi anni è stato effettuato il rilievo topografico ad opera degli speleologi del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce di Trecchina. La cavità, in gran parte invasa dall'acqua del mare, ha avuto origine dall'evolversi dei fenomeni carsici che hanno interessato l'intera area costituita principalmente da rocce carbonatiche. Solo successivamente la forza delle onde ha provveduto ad allargare, modellando le pareti rocciose, l'ambiente sotterraneo creatosi nella roccia. Ed ora proprio i riflessi dell'acqua marina, come succede in tante altre cavità costiere di Maratea, riflettono sulle pareti e nell'ambiente sotterraneo splendidi colori che vanno dal verde all'azzurro con un luccichio di "stelline" prodotte dai raggi solari. La grotta, conosciuta da tutti gli abitanti del luogo, è una delle mete preferite dagli escursionisti che scelgono la barca come mezzo più adeguato per visitare la costa marateota. La lunghezza totale dell'ipogeo marino è di circa 30 metri: anche se non estremamente ampia, la grotta è uno scrigno di bellezza, nel contempo in essa trovano riparo numerosi pesci tra cui grossi esemplari di cernie e di polipi. Qualcuno afferma di aver notato la presenza di alcune murene, le quali il più delle volte preferiscono nascondersi fra gli anfratti della scogliera per non essere viste. Le murene non attaccano e quindi, anche se presenti, non costituiscono alcun pericolo per i visitatori che potranno gustare la visita della cavità nuotando nelle sue splendide acque.

 

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