B 003
La grotta della Torre Caina è un classico esempio, e di quelli più belli ed evidenti, di un doppio intervento naturale nella creazione dell'ambiente ipogeo. Effettivamente i pochi metri di ambiente naturale che costituiscono la grotta sono stati generati da un'azione carsica iniziale e, successivamente a questa, dall'intervento diretto della "forza" del mare e dei suoi fenomeni. La grotta porta il nome della località in cui si trova, appunto la Torre Caina, a poca distanza dalla frazione di Marina di Maratea. La grotta fu la prima ad essere esplorata da Fusco nel 1952 e subito inserita nell'elenco catastale regionale. I pescatori marateoti conoscono la zona e la grotta perché qui il mare è particolarmente pescoso: inoltre, tra gli anfratti sottomarini antistanti la grotta di Torre Caina è facile notare la presenza di murene e di qualche cernia. Fra questi nuotano, da padroni, i polipi. Le dimensioni della grotta sono limitate: pochi metri e in gran parte invase dall'acqua del mare. La grotta misura appena 26 metri e gli ambienti interni non sono ampi. E' di notevole interesse e spettacolarità per i colori che assume l'acqua se illuminata dalla luce solare: blu nelle ore mattutine, e verde nelle ore pomeridiane. Tale fenomeno si verifica perché, in ore differenti della giornata, varia la colorazione dell'acqua con il variare dell'inclinazione dell'illuminazione solare. Un fenomeno davvero spettacolare. I pescatori del luogo sono delle ottime guide: non è difficile trovare fra loro, specialmente nel periodo estivo, qualcuno pronto a mettersi a disposizione, unitamente alla barca, per raggiungere la grotta che rappresenta uno dei più bei spettacoli naturali che la costa marateota può vantare di possedere.