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Maratea è incantevole, superba. La sua storia, così ricca e complessa, ha lasciato numerose testimonianze artistiche ed architettoniche, talora concentrate nello spazio di poche decine di metri, che non possono non affascinare anche il visitatore più distratto.






Chi percorre la strada costiera, per affrontare poi la salita che reca a Maratea, rimane turbato dalla vista dell'immensa Statua del Redentore, seconda per dimensioni soltanto a quella di Rio de Janeiro, che veglia sulle terre circostanti dall'alto della suggestiva vetta di M.te San Biagio. Sotto la Statua, aggrappati ad un fianco del monte, i ruderi dell'antico borgo del Castello, incastonati in una natura selvatica, creano ambienti architettonici intensamente evocativi. Sulla vetta si trova anche la Basilica di San Biagio (realizzata tra il VI-VII secolo d.C. e poi ampliata a più riprese) dove sono conservate numerose opere d'arte. Nella Regia Cappella (XVII secolo) sono custodite le Sacre Reliquie di San Biagio, l'affresco della "Madonna del Melograno" (XV secolo), i bassorilievi in marmo dell'Annunciazione (XVII secolo) e della Madonna della Sapienza" (XVIII secolo). Nei pressi si trova pure la Chiesetta della Madonna degli Ulivi, un antico romitorio basiliano, con affreschi del XIV-XV secolo. Ma quanto è stato accennato costituisce solo parte di un patrimonio artistico molto ampio. Come definire la splendida concentrazione di edifici monumentali dell'attuale centro storico, i portali in pietra lavorata (XV-XVI secolo) di Casa Calderano, Palazzo d'Orlando, Palazzo Tarantini, Casa Marini d'Armenia, le antiche maioliche vietresi che ancora impreziosiscono i pavimenti di alcune case, gli edifici religiosi.

Ben 44 sono le Chiese che costellano il territorio di Maratea. Sono molte le opere d'arte che si possono ammirare nelle Chiese del centro storico (San Vito, Santa Maria Maggiore, Addolorata, Immacolata, Annunziata, Calvario, Sant'Anna, etc.) e che, adornando gli esterni, impreziosiscono lo stesso vissuto cittadino: affreschi tardo-bizantini o del seicento lucano, bassorilievi in marmo del cinquecento, leoni in pietra millenari, tavole del cinquecento e tele del settecento napoletano, antichi stemmi nobiliari, cori in legno del settecento e molto altro ancora. Merita un cenno particolare l'affresco (XIV secolo) della Chiesa dell'Immacolata che pare raffiguri il 1° Concilio di Gerusalemme. Come non ricordare poi le tele dei pittori locali Franceco D'Oliva (XVIII secolo) e A. Brando (XX secolo). Meritano senz'altro di essere visitati anche il grande Convento dei Minori Osservanti (XVI secolo), dotato di un bellissimo chiostro del cinquecento, ed il Convento dei Frati Cappuccini (XVII secolo), che ospita fra l'altro un interessante museo dei reperti archeologici, soprattutto di età romana, rinvenuti nel territorio marateota.
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